EPISODIO 15:
A VOLTE RITORNANO

In bottiglieria arriva Lo Iacono, un tipo losco e misterioso che dice di conoscere Pamela e la sua bambina. Cesare non si fida, rimane vago e non gli dà nessuna informazione. Lo Iacono però ha intuito che Ezio sa qualcosa e si presenta in officina, tentando di corromperlo per avere informazioni. Gli dice di essere il vero padre di Matilde e che farà di tutto per rintracciare l’uomo al quale è stata affidata la piccola.
Ezio tentenna, ma non cede. Lo Iacono però ha capito di avere puntato sull’uomo giusto e decide di pedinarlo. Ci mette poco quindi ad arrivare a casa di Cesare e a scoprire che la bambina è stata affidata proprio all’oste. Gli chiede allora, prima con le cattive, poi con le buone, la possibilità di incontrarla. Cesare, all’inizio contrario, si convince solo dopo avere parlato con Lucia che lo mette davanti ad un problema di coscienza: e se quello fosse davvero il padre non avrebbe tutto il diritto di conoscere sua figlia? Cesare si convince. E’ un incontro veloce, perché l’oste geloso e preoccupato manda subito via la bambina. Ma Lo Iacono non molla. E’ deciso a riprendersi Matilde e lascia all’oste una ciocca di capelli per fare l’esame del dna e rivendicare così i suoi diritti. Su consiglio di Ezio, Cesare è tentato di falsare il test, ma Giulio lo fa riflettere. I tre, però, non sanno che Lo Iacono sta bleffando. I capelli infatti non sono i suoi, ma di Ciccio Cafuri, il vero padre di Matilde, boss mafioso e latitante che lo ha incaricato di portargli la piccola, a tutti i costi. Il test, quindi, risulta compatibile al 100% e Cesare è costretto a dire la verità a Matilde, che resta sconvolta e delusa, lei, suo padre se lo era immaginato molto diverso da Lo Iacono… In più, l’oste, deve scendere a compromessi con Lo Iacono: gli lascerà portare la bambina per qualche giorno a Palermo. Sarà la piccola a decidere se tornare o no. Per Cesare salutare Matilde è un dramma. Tanto che cerca di rimandare il momento portandola in giro per Roma a fare shopping. Giulio, Ezio e Lo Iacono sono preoccupati. Cesare è praticamente sparito con la piccola. Giulio vorrebbe chiamare la polizia, ma Lo Iacono lo ferma. A quel punto, però, a preoccuparsi è la stessa Matilde che, considerate le spese folli di Cesare, pensa che sia impazzito e chiama in aiuto Giulio. I tre, quindi, vengono a sapere che Cesare si trova nel negozio di giocattoli del centro commerciale e lo raggiungono.
Lo Iacono lo vede, nascosto dietro uno scaffale, e tira fuori una pistola. Ezio, pensando che sia un giocattolo gliela sfila tra le mani. Lo Iacono disarmato, in tutti i sensi, di fronte all’ingenuità del meccanico fa giusto in tempo a toglierla prima che per gioco Ezio spari ad un bambino… Nel frattempo, però, Giulio ha visto Cesare ma non ha avuto il coraggio di fermarlo. Per la prima volta, infatti, ha visto il fratello giocare in vita sua. Cesare è pronto per scappare, ma proprio Matilde lo riporta alla ragione. Arriva il momento della partenza. Sono tutti tristi a casa Cesaroni, Mimmo in particolare. E anche Matilde non è felice. In macchina da sola con Lo Iacono parla all’uomo: lui, che si è fermato per fare attraversare la strada sulle strisce ad una vecchietta, non può essere suo padre. Pamela, infatti, le ha sempre detto che quell’uomo era un farabutto. Lo Iacono, intenerito dalle parole della bambina, in un attimo di commozione e lucidità la lascia scendere dalla macchina… Matilde è libera, pronta a tornare a casa. Per Cesare, disperato e convinto di averla persa, riabbracciarla è una gioia immensa.


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