EPISODIO 13:
ROULETTE RUSSA

In bottiglieria, si avvicina la scadenza del pagamento dell’Iva. Cesare e Giulio devono versare una somma sostanziosa e per accumulare in fretta la cifra necessaria decidono di mettere un video poker in bottiglieria. Ad affittarglielo è Sonsei, il bidello della scuola, che per arrotondare ogni giorno se ne inventa una. Per Ezio è un tormento resistere alla tentazione di giocare almeno una partita, ma gli amici e soprattutto Stefania lo tengono d’occhio. Barilon invece ci prende gusto e perde una grossa somma di denaro che Giulio, da sempre contrario a queste macchinette ruba soldi, gli restituisce facendo ragionare Cesare. Il video poker non è la soluzione giusta per risolvere il problema dell’Iva, tanto che Sonsei è costretto a riprenderselo, senza averci guadagnato nulla. Il bidello, così, propone ai tre e a Barilon di giocare al Casinò. Ezio si illumina, mentre gli altri restano scettici. Ma Sonsei è abile con le parole e la fantasia, e li convince di avere letto un libro di un professore tedesco su un’infallibile strategia basata sul calcolo matematico. Cesare, Giulio e Barilon ci stanno. Ezio, escluso forzatamente dagli amici, considerato il suo debole per il gioco d’azzardo, resta a guardare le originali lezioni del bidello per sbancare alla roulette. I
Intanto, Sonsei, di nascosto, anticipa di un giorno il tavolo truccato, prenotato dagli Storti. Gli Storti sono degli strozzini ai quali Sonsei deve dare molti soldi. Per pagare i lavori sporchi con soldi puliti, mandano periodicamente quattro persone con una cravatta verde al casinò che, con la complicità di un croupier, riescono a vincere. A Sonsei è bastato cambiare il turno e fare indossare a tutti una cravatta verde per vincere ben sessantamila euro. Giulio, Barilon e Cesare hanno vinto sul serio, non riescono ancora a crederci, devono andare a festeggiare e per questo chiedono ad Ezio di andare a cambiare le fiches. Ezio, però, con la valigetta in mano non resiste alla tentazione di giocarla anche lui una partita. E, una dopo l’altra, perde tutti i sessantamila euro. Nel frattempo Sonsei incontra gli Storti, che a loro volta avevano cambiato turno e che pretendono i soldi della vincita. Sonsei li accompagna da Ezio e scopre così che il meccanico ha perso tutto. Gli Storti prendono Ezio in ostaggio e il bidello è costretto a raccontare la verità agli amici. I tre vorrebbero saltargli al collo, andare alla polizia, ma riescono a mantenere la calma per il bene dell’amico. Barilon ha la cifra necessaria per pagare il riscatto e si offre di anticiparla. All’appuntamento con gli Storti, però, Barilon, senza dirlo a nessuno, si presenta con la polizia, che interviene arrestando i tre e mettendo in salvo il meccanico. Nel frattempo Sonsei, nel trambusto, è riuscito a scappare con il denaro. Sono tutti sani e salvi, ma Barilon è disperato. Fino a quando, qualche giorno dopo, in bottiglieria arriva un pacco misterioso: è la valigetta con tutti i soldi e una lettera di Sonsei che spiega che una ricca signora del casinò lo ha salvato e così lui ha potuto restituire il debito.
La vera svolta, per Eva arriva grazie ad un articolo che le è stato assegnato, l’argomento è: come reagiscono gli uomini alla notizia della gravidanza della propria compagna. E’ così che intervista Esmeralda, una ragazza nelle sue stesse condizioni, e il suo ex. Questo incontro la costringe a confrontarsi con se stessa e con le sue paure. La storia di Esmeralda è talmente simile alla sua che Eva è costretta a guardarsi dentro. Finalmente prende coscienza di sé e realizza per la prima volta cosa vuol dire aspettare un bambino.


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